Il 7 maggio 2026 Consiglio UE e Parlamento europeo hanno chiuso un accordo provvisorio che modifica l'AI Act. Si chiama "AI Act Omnibus" e fa parte del pacchetto Omnibus VII, l'agenda di semplificazione normativa di Bruxelles. La sintesi in una riga: le scadenze per i sistemi AI ad alto rischio slittano, le esenzioni per le PMI si allargano, e arrivano nuovi divieti mirati.
Per chi in Italia sta valutando un progetto AI, la domanda non è se rimandare. È se questo cambia il senso dei piani che avete già in cantiere.
Nota. La normativa AI è in evoluzione costante. Questo articolo riflette l'accordo provvisorio del 7 maggio 2026. Per gli adempimenti concreti fate sempre riferimento alle fonti ufficiali e a un legale qualificato. Link in fondo all'articolo.
Cosa hanno deciso il 7 maggio 2026
L'accordo è provvisorio. Deve essere formalmente endorsato da Consiglio e Parlamento e passare la revisione legale e linguistica prima dell'adozione. Tempi attesi: settimane, non mesi.
I punti centrali del testo concordato:
- Sistemi AI ad alto rischio standalone: applicazione spostata al 2 dicembre 2027 (la scadenza precedente era agosto 2026, slittamento di 16 mesi).
- Sistemi AI ad alto rischio integrati in prodotti regolati da altre normative UE (es. macchinari, ascensori, giocattoli): applicazione al 2 agosto 2028.
- Esenzioni PMI estese ai small mid-caps, ovvero aziende fino a 500 dipendenti.
- Sandbox regolatorie: gli stati membri hanno tempo fino al 2 agosto 2027 per istituirle.
- Trasparenza dei contenuti AI-generated: il periodo di grace si accorcia da 6 a 3 mesi, deadline al 2 dicembre 2026.
- Nuovo divieto sulla generazione di contenuti sessuali non consensuali e materiale CSAM tramite AI (le cosiddette "nudification apps").
- Chiarito il rapporto fra AI Act e Regolamento Macchine, per evitare doppia compliance sui prodotti già regolati.
I nuovi tempi: dicembre 2027 e agosto 2028
Il messaggio implicito di Bruxelles è che le aziende, e soprattutto le autorità nazionali competenti, non erano pronte. Le linee guida tecniche armonizzate non sono ancora complete e gli stati membri hanno faticato a istituire le strutture di vigilanza. Per evitare un'entrata in vigore caotica, si è scelto di rinviare.
In pratica:
- Se la vostra azienda usa AI in HR per screening CV, in formazione per valutare apprendimento, in customer scoring, o in qualunque processo classificato high-risk dall'Allegato III, avete fino a dicembre 2027 per essere conformi.
- Se l'AI è incorporata in un prodotto fisico già normato (macchinari, dispositivi medici, ecc.), la scadenza si allunga ad agosto 2028.
- Le regole su pratiche vietate (rischio inaccettabile) e sistemi AI per finalità generali (GPAI) restano in vigore secondo il calendario originale.
Il rinvio non è una franchigia. È tempo per fare le cose con criterio invece che in emergenza.
Le esenzioni si allargano: arrivano i small mid-caps
Questa è la parte che interessa di più la base produttiva italiana. Fino a oggi, alcune semplificazioni dell'AI Act erano riservate alle PMI come definite dalla Raccomandazione 2003/361/CE (fino a 250 dipendenti). Con l'Omnibus, le stesse esenzioni si estendono ai small mid-caps, ovvero aziende fino a 500 dipendenti.
Cosa cambia in concreto:
- Documentazione tecnica semplificata per i sistemi high-risk sviluppati internamente.
- Accesso prioritario alle sandbox regolatorie, dove poter testare soluzioni in un ambiente controllato.
- Possibilità estesa di trattare dati personali sensibili per attività di bias detection e mitigation, sotto condizioni precise.
Per il tessuto industriale italiano è una notizia rilevante. Molte medie imprese del manifatturiero, della logistica e dei servizi avanzati stanno fra i 250 e i 500 dipendenti, e finora si trovavano nello stesso regime delle multinazionali. Ora hanno un percorso meno gravoso.
Se state valutando dove vi colloca questa nuova fascia, un AI assessment strutturato è il modo più rapido per capire esposizione regolatoria e priorità di intervento.
Trasparenza dei contenuti AI: tre mesi e basta
Il punto meno discusso, ma che tocca molte più aziende del previsto, riguarda l'obbligo di marcatura dei contenuti generati o significativamente modificati da AI. L'Omnibus accorcia il grace period da 6 a 3 mesi e fissa la deadline al 2 dicembre 2026.
Riguarda chiunque pubblichi:
- Immagini o video AI-generated o modificati con AI (incluse le campagne marketing).
- Audio sintetico, comprese le voci AI.
- Testo generato da AI in contesti dove l'autore appare umano e il contenuto è di interesse pubblico.
L'obbligo è di etichettare il contenuto in modo machine-readable. Per molte realtà che usano AI generativa nel marketing o nella comunicazione, sei mesi sembravano già stretti. Tre mesi sono un cantiere immediato. Vale la pena anticiparsi.
Il nuovo divieto sui contenuti non consensuali
Aggiunto in extremis al testo: divieto esplicito di pratiche AI per generare contenuti sessuali e intimi non consensuali e per produrre materiale di abuso minori (CSAM). Era una richiesta forte di alcune delegazioni e di organizzazioni per i diritti, dopo i casi di app di "nudification" diffusi in vari paesi UE.
Per la stragrande maggioranza delle aziende italiane non cambia operativamente nulla. È un perimetro nero che non riguarda i casi d'uso B2B normali. Va però menzionato perché modifica la lista delle pratiche vietate nell'Articolo 5.
Cosa fare ora, senza farsi prendere dal panico
Lo slittamento concede ossigeno, non assolve. Le aziende che usano questa pausa per strutturare i progetti AI in modo serio arriveranno al 2027 con sistemi maturi. Quelle che la usano per rimandare arriveranno con sistemi mediocri e sotto pressione.
Tre mosse concrete che restano valide indipendentemente dal rinvio:
- Mappare i sistemi AI già in uso o in pilota. Anche quelli "leggeri": chatbot, automazioni di marketing, strumenti generativi adottati dai team senza una decisione centrale. Senza inventario, governance non c'è.
- Classificare il rischio caso per caso. La maggior parte degli usi B2B in PMI italiane ricade in rischio limitato o minimo. Gli high-risk sono pochi e identificabili: HR, scoring clienti, accesso a servizi essenziali, sicurezza, processi decisionali su persone.
- Strutturare un percorso di adozione, non un singolo progetto. Pilot, formazione del team, governance, scale-up. È così che si arriva al 2027 con sistemi affidabili invece che con un cantiere ancora aperto.
Su questo, il modo in cui affianchiamo le aziende prevede esattamente questa progressione: assessment, pilot, scale-up, formazione del team interno.
Il punto: rinvio non vuol dire libertà
L'Omnibus è una vittoria di realismo, non una liberalizzazione. La direzione di marcia europea resta quella di un'AI regolata, trasparente e accountable. Quello che cambia è il ritmo, non la rotta.
Per le aziende italiane il segnale è chiaro: c'è più tempo, ci sono esenzioni più larghe, e c'è meno scusa per non fare bene le cose. Chi sceglie di muoversi adesso, con un percorso strutturato, troverà un mercato meno saturo di concorrenti che hanno aspettato fino all'ultimo.
Se volete capire dove siete oggi rispetto agli adempimenti e quali progetti AI ha senso avviare nei prossimi 18 mesi, parliamone.
Fonti ufficiali e per approfondire
La normativa AI è in costante evoluzione. Per gli adempimenti concreti fate sempre riferimento alle fonti ufficiali aggiornate e a un consulente legale qualificato.
- Council of the EU - Press release del 7 maggio 2026
- European Commission - Press corner
- AI Act - Testo consolidato e aggiornamenti su digital-strategy.ec.europa.eu
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