Voucher Cloud & Cybersecurity 2026: quali soluzioni AI finanzia e come fare domanda

In breve
Dal 10 novembre il MIMIT apre lo sportello: 50% fino a 20.000 euro per software in cloud, anche con AI, e sicurezza. Cosa rientra, cosa no e come prepararsi.
- 7 minuti di lettura
- Aggiornato il 28 ottobre 2026
Il voucher in breve
Dalle 12 del 10 novembre 2026 PMI e lavoratori autonomi possono chiedere al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) il Voucher Cloud & Cybersecurity. È un contributo a fondo perduto per comprare software in cloud, infrastruttura cloud e strumenti di sicurezza informatica. Fra i software ammessi ci sono anche quelli con funzioni di intelligenza artificiale.
La domanda si può già precompilare dal 20 ottobre.
| Voce | Cosa prevede |
|---|---|
| Contributo | 50% delle spese ammissibili, fino a 20.000 euro |
| Spesa minima | 4.000 euro |
| Dotazione | 150 milioni di euro |
| Gestione | MIMIT, con Invitalia |
| Invio delle domande | dalle 12 del 10 novembre 2026 alle 12 del 20 gennaio 2027 |
| Procedura | a sportello, in ordine di arrivo, finché ci sono fondi |
Circa 71 milioni sono riservati ai piani di spesa in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Il tetto di 20.000 euro si raggiunge con 40.000 euro di spese ammissibili.
Il contributo è concesso in regime de minimis: conta nel plafond di aiuti de minimis della tua impresa, quindi chiedi al commercialista quanto spazio ti resta.
Dove entra l'intelligenza artificiale
Il decreto ministeriale del 18 luglio 2025 divide le spese in cinque categorie: hardware per la sicurezza, software per la sicurezza, infrastruttura cloud (IaaS e PaaS), software in cloud (SaaS) e servizi professionali collegati. L'AI compare fra i SaaS, accanto a contabilità, gestione del personale, ERP, CMS, e-commerce e CRM, come "soluzioni di produttività aziendale integrate con funzionalità di intelligenza artificiale".
Le FAQ del Ministero, aggiornate al 23 ottobre, lo dicono in chiaro. Il voucher finanzia progetti di AI quando la soluzione rientra fra i servizi agevolabili, per esempio un SaaS che integra funzioni di AI a supporto dei processi.
Tre chiarimenti contano per chi pensa a un progetto AI:
- sono ammessi i prodotti pronti all'uso, quelli configurati e anche gli sviluppi applicativi fatti per il cliente, purché erogati come SaaS e censiti dal fornitore;
- l'elenco dei servizi è esemplificativo: le FAQ citano, per esempio, le dashboard Power BI;
- l'aggiornamento di un software che usi già non si finanzia, salvo un miglioramento sostanziale. L'esempio scelto dal Ministero è proprio l'arrivo di nuove funzioni di automazione o di intelligenza artificiale.
Qualche esempio dentro queste categorie: un CRM in cloud che classifica e riassume le richieste dei clienti, un gestionale SaaS che legge le fatture passive e propone le registrazioni, un centralino virtuale collegato al CRM. Sono esempi di categoria, non una garanzia: l'ammissibilità la decide l'istruttoria.
Se il collo di bottiglia è il telefono, qui spieghiamo come lavora un assistente AI per l'assistenza clienti. Se è l'amministrazione, questi sono i lavori che un agente toglie al back-office.
Cosa resta fuori
Qui si decide se il voucher fa per il tuo progetto. Alcune esclusioni pesano soprattutto sull'AI.
Consumo. Molti agenti usano i modelli linguistici tramite API pagate a consumo. Le FAQ escludono la modalità pay-per-use, anche con credito prepagato o plafond di utilizzo. Il costo deve essere fissato prima: acquisto diretto oppure abbonamento a canoni predeterminati.
On premise. ERP e CRM sono ammessi solo in cloud. Installato sui tuoi server è ammesso soltanto il software di sicurezza informatica. Un server generico non rientra.
Formazione. I contenuti formativi sono esclusi, anche se arrivano da una piattaforma di e-learning; la piattaforma senza contenuti invece è ammessa. Fuori anche gli assessment teorici non seguiti da un'implementazione.
Servizi. Configurazione, monitoraggio e supporto valgono al massimo il 30% del piano e solo se legati a un prodotto o servizio delle altre categorie.
Doppioni. Non si finanziano licenze aggiuntive, nuove postazioni o strumenti analoghi a quelli che hai già. Il voucher paga un passo avanti, non un rinnovo.
Spese già fatte. Contano solo le spese sostenute dopo l'invio della domanda. Se firmi l'abbonamento oggi, quella spesa resta fuori.
Chi può presentare domanda
Possono chiederlo, in tutta Italia, le micro, piccole e medie imprese secondo la definizione europea e i lavoratori autonomi con partita IVA. Le imprese devono essere iscritte al Registro delle imprese, attive e non in liquidazione. Gli ordini professionali e gli studi associati sono esclusi. I singoli professionisti dello studio, con la propria partita IVA, sì.
Poi due requisiti che non tutti si aspettano:
- un contratto di connessione fissa con velocità nominale di almeno 30 Mbps in download, già in essere quando invii la domanda: fibra, VDSL, FWA o satellite, non una SIM;
- per le imprese, la polizza obbligatoria contro calamità naturali ed eventi catastrofali prevista dalla legge 213/2023, da dichiarare con un'autocertificazione.
Ogni soggetto può presentare una sola domanda.
I fornitori: decide l'elenco
Non puoi comprare da chi vuoi. Servizi e prodotti devono arrivare da fornitori iscritti all'elenco del Ministero, approvato con il decreto del 29 luglio 2026. Lo consulti sul portale di Invitalia, dopo l'accesso con SPID, CIE o CNS.
Ogni tipologia di servizio ha un codice identificativo. Il fornitore lo riporta nell'offerta e tu lo riporti nella domanda. Un rivenditore o un system integrator iscritto può venderti anche prodotti di terzi, purché rientrino nelle tipologie per cui è accreditato. Le FAQ tornano su questo punto in molte risposte: è il passaggio da chiarire per primo.
L'offerta non è un listino. Deve descrivere da dove parti, cosa usi oggi e cosa migliora con la nuova soluzione: è la stessa dichiarazione che dovrai firmare nella domanda.
Come prepararsi prima del 10 novembre
Gli sportelli in ordine di arrivo premiano chi è pronto. A luglio il voucher doppia transizione delle Camere di commercio lombarde ha chiuso alle 10:09 del giorno dopo l'apertura (qui com'è andata). Dotazione e platea qui sono diverse e nessuno sa quanto durerà questo sportello. Conviene comunque arrivare con la domanda già compilata.
- Processo. Scegli il lavoro da alleggerire e scrivi cosa usi oggi, con quali limiti. Ti serve per la dichiarazione sullo stato di partenza e sul miglioramento atteso.
- Fornitore. Controlla che sia nell'elenco e che il suo accreditamento copra la tipologia della soluzione.
- Offerta. Con codici identificativi, voci di costo e modalità: acquisto diretto, con spese e pagamenti entro 12 mesi dalla concessione, oppure abbonamento di almeno 24 mesi, di cui contano i canoni dei primi 24.
- Strumenti. SPID, CIE o CNS, firma digitale del legale rappresentante, PEC, autodichiarazione sulla polizza catastrofale, impresa registrata nella sezione "Anagrafica e deleghe" di Invitalia. Se compila un collaboratore, serve una delega firmata digitalmente.
- Invio. Precompila adesso. L'invio parte alle 12 del 10 novembre.
Due dettagli da mettere in calendario. L'abbonamento va firmato dopo la domanda ed entro 30 giorni dalla comunicazione della concessione, e la firma va comunicata entro 60 giorni, pena la decadenza. Il contributo arriva dopo: si chiede non prima di tre mesi dalla concessione, con fatture e pagamenti alla mano, quindi la spesa la anticipi tu.
Quando il voucher non è la strada giusta
Il voucher funziona per un progetto preciso: un software in cloud con funzioni di AI, a costo fisso, che sostituisce o migliora uno strumento che usi già. Funziona male per un agente su misura che paga i modelli a consumo, per un software installato sui tuoi server, per un percorso di formazione.
Voucher e iperammortamento si completano: il secondo lascia fuori gli abbonamenti SaaS, il primo copre proprio quelli. Per un software acquistato e capitalizzato la strada è l'iperammortamento. Se pensi di usare più incentivi sullo stesso progetto, verifica le regole sul cumulo con il commercialista.
Vale poi la regola di sempre. Un progetto che sta in piedi senza contributo sta in piedi anche con il contributo, e non rischi di sceglierlo solo perché è finanziato. Se vuoi capire quale processo ha senso portare nel piano di spesa prima di chiedere le offerte, parliamone in una call di 30 minuti.
Fonti
- MIMIT, Voucher Cloud & Cybersecurity: beneficiari, spese ammissibili, contributo, dotazione e riserva, date dello sportello, erogazione
- MIMIT, risposte alle domande frequenti (FAQ), aggiornate al 23 ottobre 2026: intelligenza artificiale, sviluppi applicativi in SaaS, Power BI, servizi professionali, e-learning, software on premise, pay-per-use, acquisto diretto e abbonamento, connessione, polizza catastrofale, studi associati, fornitori e codici identificativi
- Decreto direttoriale 4 agosto 2026 (PDF), articoli 4, 5 e 6: spese successive alla domanda, abbonamenti, importi, una domanda per soggetto, ordine cronologico
- Decreto ministeriale 18 luglio 2025, comunicato nella Gazzetta Ufficiale n. 286 del 10 dicembre 2025: disciplina della misura e cumulo in regime de minimis
- Decreto direttoriale 29 luglio 2026: elenco dei fornitori abilitati
- MIMIT e Invitalia, presentazione dello sportello per i beneficiari (PDF): anagrafica, deleghe e firma della domanda
- Unioncamere Lombardia, Voucher doppia transizione Lombardia 2026: apertura il 28 luglio e chiusura alle 10:09 del 29 luglio 2026
Stato, date e regole delle misure possono cambiare: prima di presentare domanda verifica sempre la pagina ufficiale del MIMIT.

Founder e CEO di Deepelse. Strategia, processi e direzione. Segue l'avvio di ogni progetto con la proprietà.
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