Finanziamento Simest per l'AI 2026: chi può chiederlo, cosa copre e dove si rischia

Matteo ScutiferoFounder e CEO

In breve

Simest riserva 200 milioni agli investimenti in AI: 10% a fondo perduto, tasso agevolato, API dei modelli ammesse. Requisiti, spese, scadenze e rischi.

  • 7 minuti di lettura
  • Aggiornato il 1 novembre 2026
Da quale processo partireOrdini, preventivi, clienti, amministrazione: gli esempi più frequenti, e il tuo.

La misura in breve

Dal 21 settembre 2026 Simest, la società del Gruppo CDP per l'internazionalizzazione, finanzia gli investimenti in intelligenza artificiale con una sezione dedicata del Fondo 394/81. Non serve essere un grande esportatore: basta il 3% di fatturato estero, oppure vendere ad aziende italiane che esportano.

Voce Cosa prevede
Risorse riserva di 200 milioni di euro
Importo da 10.000 euro a 500.000 per le micro imprese, 2,5 milioni per PMI, PMI innovative e startup innovative, 5 milioni per le altre, mai oltre il 35% dei ricavi medi degli ultimi due bilanci
Fondo perduto fino al 10% dell'intervento, massimo 100.000 euro
Tasso 0,371% a oggi, il più basso dei tre livelli previsti, aggiornato ogni mese
Durata fino a 8 anni, di cui 2 di preammortamento
Anticipo 50% dell'intervento
Procedura istruttoria in ordine cronologico, finché ci sono risorse

Né la circolare né la pagina di Simest fissano una data di chiusura, e al 1° novembre la pagina non segnala stop.

Tutto ricade nel regime de minimis, che vale 300.000 euro in tre anni per impresa unica. Il plafond lo assorbe anche il finanziamento, oltre al fondo perduto: Simest offre uno strumento di stima sul suo sito. Se lo spazio non basta, la quota a fondo perduto si riduce e cresce quella da restituire.

Chi può chiederlo

Le strade sono due, alternative:

  • un fatturato export di almeno il 3% nell'ultimo esercizio, calcolato sulla dichiarazione IVA;
  • almeno il 10% del fatturato verso clienti italiani che esportano, ciascuno con un export di almeno il 3%.

La seconda allarga la platea: un fornitore che lavora solo in Italia per aziende esportatrici può entrare. Ti serve però un documento del cliente, per esempio la sua dichiarazione IVA o il bilancio con la quota export in nota integrativa.

La contropartita è un impegno: il 100% delle risorse va a spese di AI. La parte che non ci arriva viene revocata, in proporzione fra finanziamento e fondo perduto.

Gli altri requisiti pesano quanto l'export. Servono sede legale e operativa in Italia, due bilanci di esercizi completi, un punteggio di merito creditizio fuori dalle classi 10, 11 e 12, DURC regolare e polizza catastrofale. Restano fuori banche, finanza e assicurazioni, e chi lavora in prevalenza in pesca, acquacoltura e produzione agricola primaria.

Cosa finanzia

L'elenco è nell'Allegato 2 della circolare:

  • infrastruttura: cloud AI con costi a consumo per training e inference, GPU, storage;
  • software: licenze di piattaforme AI, API dei modelli, software di automazione;
  • sviluppo: modelli proprietari, fine-tuning, integrazione con ERP, CRM, MES e SCADA, test, prompt engineering;
  • dati: pulizia, etichettatura, data lake e data warehouse;
  • persone: formazione del personale esistente, un AI project manager temporaneo, apprendisti o tirocinanti con competenze AI per sei mesi al massimo;
  • regole: cybersecurity, GDPR, AI Act, certificazioni come ISO/IEC 42001, policy interne sull'uso dell'AI.

Fra gli esempi del comunicato di Simest c'è l'automazione dei processi amministrativi e commerciali. Un agente che legge i documenti e li inserisce nel gestionale, come quelli che descriviamo per il back-office amministrativo, toccherebbe almeno tre voci: API, sviluppo e integrazione. È un esempio di categoria: l'ammissibilità la decide l'istruttoria.

Rispetto agli altri incentivi cambiano due cose. Il Voucher Cloud & Cybersecurity esclude il consumo, mentre qui i costi a consumo del cloud sono scritti nell'elenco, accanto alle API di OpenAI, Anthropic e Google Gemini. L'iperammortamento lascia fuori gli abbonamenti SaaS, mentre qui l'elenco cita licenze di piattaforme come Microsoft Copilot e Salesforce Einstein, senza distinguere la forma del contratto.

Sulla formazione la circolare chiede una società terza, oppure enti, istituti o professionisti certificati e indipendenti. Se il piano comprende la formazione del team, controlla questo punto prima di firmare.

Cosa resta fuori

Stipendi. Il personale è un'attività corrente e resta escluso, salvo le voci dell'elenco.

Servizi continuativi. I servizi di progettazione affidati a esterni devono essere a condizioni di mercato e non possono essere continuativi o periodici. Un canone ricorrente va chiarito con Simest prima di inserirlo nel piano.

Spese commerciali. Sono escluse le spese legate all'export, come commissioni sul venduto e rete distributiva, e quelle dell'attività commerciale, come assistenza post-vendita, trasporto e stoccaggio. Se il progetto tocca il post-vendita, chiedi prima.

Spese anticipate. Contano quelle sostenute, fatturate e pagate dopo la ricezione del CUP, il codice del progetto. L'unica eccezione riguarda il lavoro per preparare la domanda: può precedere il CUP, purché fattura e pagamento arrivino dopo.

Sistemi vietati. Usare i fondi per pratiche proibite dall'articolo 5 dell'AI Act porta alla revoca totale.

La preparazione della domanda è finanziabile fino al 5% dell'importo deliberato, massimo 100.000 euro. Chi se ne occupa non può essere collegato ai fornitori del progetto: chi ti fornisce l'agente, noi compresi, non può farsi pagare anche questa voce.

Dove si rischia di perdere tutto

Gran parte dei rischi arriva dopo la domanda.

  1. Domanda. Si invia dal Portale Simest con la firma digitale del legale rappresentante. Dichiari la conformità ad AI Act e legge 132/2025. Se il sistema parla con le persone, ti impegni a dire che è un'AI.
  2. Contratto. Hai 3 mesi dall'esito per le condizioni di stipula e 30 giorni per accettare la proposta. Le garanzie vanno dal 10% al 40% del finanziamento in base al punteggio. Ne sono esentate le classi 1 e 2, le PMI innovative e le startup innovative.
  3. Conto dedicato. Va aperto prima di ogni spesa e usato solo per il progetto.
  4. CUP. Deve comparire su tutte le fatture e su tutti i bonifici. Se manca, quella spesa è persa.
  5. Prima rendicontazione. Va inviata entro 12 mesi dalla stipula, pena la revoca dell'intero intervento. Per la seconda tranche servono spese pari ad almeno il 75% dell'importo deliberato.
  6. Chiusura. Hai 24 mesi dalla stipula, prorogabili una volta di 6, più 30 giorni per la rendicontazione finale.

C'è poi un costo poco visibile. Se a fine progetto le spese ammesse sono inferiori all'anticipo, quanto consolidato si rimborsa al tasso di riferimento, oggi 3,71%, e non a quello agevolato.

Un esempio con i numeri

Numeri di esempio. Una PMI con ricavi medi di 3 milioni chiede 200.000 euro per un progetto AI.

  • Il tetto del 35% dei ricavi è 1,05 milioni, quindi l'importo rientra.
  • Il fondo perduto massimo è 20.000 euro. Gli altri 180.000 si restituiscono dopo i due anni di preammortamento: con la durata di 8 anni, in 12 rate semestrali.
  • L'anticipo è di 100.000 euro.
  • Per la seconda tranche servono 150.000 euro di spese rendicontate entro un anno.

Quando ha senso

Il 90% di questo intervento è debito. Il tasso è basso, ma il denaro torna indietro, quindi il progetto deve reggere anche senza incentivo.

Funziona se hai un processo preciso, requisiti export dimostrabili e un piano che spende tre quarti del budget in un anno. Funziona male per una sperimentazione senza un perimetro chiaro. E se vuoi sommarlo ad altri incentivi sulle stesse spese, verifica il cumulo con il commercialista.

Se vuoi capire quale processo ha senso portare nel piano prima di presentare domanda, parliamone in una call di 30 minuti.

Fonti

Stato, tassi e regole possono cambiare: prima di presentare domanda verifica sempre la pagina ufficiale di Simest.

Scritto da Matteo Scutifero

Founder e CEO di Deepelse. Strategia, processi e direzione. Segue l'avvio di ogni progetto con la proprietà.

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